Il Demiurgo

Compagnia Teatrale

Il Demiurgo nasce come un’esperienza artistica poliedrica e variegata ma ha sempre tenuto salde tre direttrici che gli danno una forte identità artistica: 

1. Considerare il teatro come uno strumento per emozionare ed emozionarsi: vivere una storia, sentirsi parte di essa e di conseguenza tornare a casa consapevole di aver ricevuto qualcosa dal punto di vista emotivo;

2. Utilizzare uno stile che sia al contempo leggero e poetico, capace, a seconda delle circostanze, di far ridere o commuovere; 

3. Tenere sempre presente il pubblico, coinvolgendolo nella finzione scenica, talvolta interagendo con esso. 

In ragione di queste caratteristiche la compagnia trova il suo habitat naturale non solo a teatro, ma anche nei luoghi non teatrali: borghi, castelli, grotte, boschi, cunicoli sotterranei, scavi archeologici, regge… con gli anni si afferma, in quest’ambito, come una delle realtà più attive, originali e vive attualmente in circolazione: lavora alle Grotte di Pertosa, alla Reggia di Caserta, nei castelli di Lauro, Valva, Grottaminarda e Teggiano, nel Museo del sottosuolo e nella Galleria Borbonica di Napoli, nei borghi laziali di Orte e Civita di Bagnoregio, all’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere, nel parco archeologico di Cuma, nell’arena di Città della Scienza, in Villa Lysis, a Capri, e in tantissimi altri luoghi di interesse storico, artistico, naturalistico, culturale. In virtù del suo ampio bagaglio artistico shakespeariano realizza un progetto ambiziosissimo: la Demiurgo Shakespeare Company, la prima compagnia Shakespeariana italiana specializzata in messe in scena in luoghi non teatrali.

La scelta di operare sui classici reinventandoli e traducendoli a un pubblico nuovo e diverso, in un’opera di audience devolopment che ha sempre tenuto presente il pubblico, le sue esigenze e il suo linguaggio (come testimoniato dalla recente apertura a nuove forme di tecnologia e linguaggi alternativi) ha sempre consentito un pubblico fidelizzato e in continua espansione. Inoltre la scelta di adeguare via via i linguaggi, di interagire col pubblico fin dall’età della frequenza scolastica con progetti teatrali didattici e pedagogici ha consentito un continuo ricambio generazionale, in una relazione osmotica che gli consente di appassionare nuove generazioni e di imparare da queste quali sono le tecniche di linguaggio e di comunicazione più efficaci, innovative e gradite.

Negli ultimi anni ha dedicato molto tempo alla sperimentazione del linguaggio, traducendo classici in lingua Napoletana (Mo’ Vene Godot, Don Giuann e Sogno di una notte di mezza estate, come esempi recenti) e lavorando su sperimentazioni sonore e visive. Nel 2019 ha realizzato un esperimento di fantascienza applicata al teatro con S.A. – Senso Artificiale (spettacolo vincitore del premio Nuove Sensibilità 2.0) lavorando con sperimentazioni visive, videomapping, videoproiezioni, sonorità alterate. Dallo scorso anno affianca alle classiche messe in scena teatrali attività collaterali a base di podcast, videopodcast e spettacoli di interazione fisica e multimediale. Negli anni ha collaborato, tra gli altri, con il la Soprintendenza del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, con la Regione Campania, con il Polo Museale Campano, con la Soprintendenza della Reggia di Caserta, con svariati comuni come Bagnoregio (VT) ed Orte.

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